Condanna dell'Italia per mancata protezione da violenze familiari
10 marzo 2017
Con la sentenza n°41237/14 del 02.03.2017, la Sez. I della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha condannato l'Italia per aver omesso di intervenire tempestivamente contro le violenze familiari perpetrate dal coniuge alcolizzato a danno della moglie (che aveva sporto regolare denuncia) e nei confronti del figlio, determinando, a causa del protrarsi di tale situazione di impunità, il tentativo di omicidio della donna e l'omicidio del figlio.
Le autorità italiane erano quindi venute meno all'obbligo di protezione della vita delle persone con una sorta di "passività giudiziaria" nei confronti di una situazione di violenza qualificabile come "maltrattamenti", sostanzialmente agevolando tale situazione.
Per tali motivi, l'Italia è stata condannata in virtù della violazione dell'Art.2 CEDU (Diritto alla vita), dell'Art.3 CEDU (Divieto di trattamenti inumani o degradanti) e dell'Art.14 CEDU (Divieto di discriminazione).
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